Scade il prossimo 30 giugno la possibilità di rideterminare il valore di terreni e partecipazioni

In dirittura d’arrivo l’ennesima possibilità (è la dodicesima) concessa dal Legislatore per procedere alla rivalutazione di partecipazioni in società non quotate e terreni da parte di persone fisiche per operazioni estranee all’attività di impresa, società semplici, società ed enti ad esse equiparate di cui all’art.5 Tuir,

enti non commerciali per i beni che non rientrano nell’esercizio di impresa commerciale e soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia.
Scade, infatti, il prossimo 30 giugno 2015 il termine per procedere all’asseverazione della perizia di stima del terreno o della società riferita alla partecipazione detenuta nonché al versamento della relativa imposta sostitutiva nella sua interezza o nella prima delle tre rate annuali previste in caso di opzione per il suo versamento rateizzato.
È bene ricordare che perizia e versamento iniziale sono passaggi fondamentali per poter assegnare efficacia fiscale alla predetta rivalutazione, mentre eventuali omessi versamenti delle rate successive alla prima non invalidano l’intervenuta rivalutazione ma determinano l’obbligazione al loro pagamento.
 
Gli elementi da considerare ai fini di quest’ultima legge di rivalutazione sono i seguenti:


Va ricordato poi che il momento di redazione della perizia, comunque da asseverare entro e non oltre il 30 giugno 2015, può essere diverso a seconda che si tratti di terreni o partecipazioni:


Rivalutazione di partecipazioni acquisite per donazione

Con riferimento alla rivalutazione delle partecipazioni ricevute per donazione si è di recente espressa l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 40/E del 20 aprile scorso.
Con tale documento di prassi l’Amministrazione finanziaria ha ribadito il pensiero già espresso con la precedente Risoluzione n.91/E/14 secondo la quale in caso di rivalutazione delle partecipazioni acquisite per donazione, i donatari che si avvalgono della procedura di rideterminazione del loro valore di acquisto non possono scomputare l’imposta sostitutiva versata in occasione di precedenti rideterminazioni effettuate dal donante.
In considerazione tuttavia delle incertezze interpretative connesse alla fattispecie in esame, l’Agenzia precisa ora che i soggetti che abbiano scomputato l’imposta sostitutiva versata in occasione di precedenti rideterminazioni effettuate dal donante, possono, in applicazione delle disposizioni contenute nello Statuto del contribuente, regolarizzare il carente versamento entro 60 giorni dall’emanazione del presente documento di prassi (cioè fino al 19 giugno 2015).

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